Da mesi ormai trovarmi davanti alla pagina bianca mi spaventa. Non riesco a scrivere. Non riesco ad usare le parole per rendere concreto ciò che penso come ho sempre fatto.
Per superare questo per me nuovo tipo di blocco ho deciso di prendere la prima cosa che mi viene in mente in questo preciso istante e usarla come punto di partenza.
Dunque, sto ascoltando Hot Wax di Grant Hart. Ad essere sincero, non ho mai dedicato troppa attenzione alle carriere soliste di Bob Mould e Grant Hart. Mi bastano i dischi degli Hüsker Dü, mi dicevo. Posso sempre tornare a quelli ed essere felice di non essermi fermato a Zen Arcade seguendo chi, tra le mie frequentazioni di una ventina di anni fa, lo riteneva l’unico capolavoro del trio americano.
Il mese scorso mi sono trovato a spulciare, ancora una volta, l’archivio del purtroppo defunto Bastonate. Ci ho trovato articoli sulle opere di Bob Mould e di Grant Hart che mi hanno dato la spinta di cui avevo bisogno per approfondire. Ho letto l’autobiografia di Bob Mould, guardato Every Everything: The Music, Life & Times of Grant Hart, e di certo recupererò anche il libro di Michael Azerrad che è ancora a casa dei miei per un bel ripasso.
Da un lato c’è Mould, prolifico ed esigente, una vita di traslochi, scoperta di se stesso, tour sfiancanti e un’inarrestabile urgenza di mettere in musica il proprio sentire, vada come vada. Dall’altro c’è Grant, una manciata di album che sbucano dal nulla di un’esistenza ai margini, la droga, e la morte che ce lo porta via prematuramente.
Con entrambi, però, il tempo non ha avuto la meglio. È rimasta intatta la capacità di usare poche note e poche parole per dire tutto, per riempire ogni vuoto, per segnare, ancora e per sempre, le mie giornate. Poi si può discutere sul fatto che ciò che di significativo avevano da dire lo abbiano detto con gli Hüsker Dü, ma non importa. Anche da soli, separati da una distanza incolmabile, hanno tracciato un percorso in cui ogni sosta ha la sua magia, ogni direzione vale la pena di essere seguita.
È confortevole avere questa musica con me. In quello che è senza ombra di dubbio il periodo più complicato della mia vita aggrapparmi a questa musica è né più né meno una indispensabile forma di salvezza.