E adesso? si domandava.
— Il deserto dei Tartari, Dino Buzzati
Lentamente, un passo alla volta, sto ritrovando me stesso. Non è facile passare dal silenzio alle parole.
I primi mesi di questo 2026 sono stati un abisso da perlustrare, in apparenza senza un fondo dove potere almeno toccare. Mi sono ritirato dalla quotidianità e dal mondo esterno in cerca di qualcosa che poteva e doveva essere solo dentro di me. Mai prima d’ora avevo rivolto uno sguardo così penetrante a ciò che sono.
Nel cercarmi e ritrovarmi ho di nuovo incontrato quello che mi fa stare bene, riuscendo a viverlo con l’entusiasmo che sembrava avermi abbandonato. Affetti, passioni, le piccole e le grandi cose che riempiono la mia vita: è tutto qua. Banalmente, dove è sempre stato. Fortunatamente, dove sono ancora in grado di vederlo.
Sono rientrato nella routine a testa alta, con la voglia di credere in me e in quello che c’è. Ho ancora qualche cosa da sistemare, ma lentamente, un passo alla volta, ci arrivo.